Il vero pericolo non è più l'incidente improvviso, ma l'usura di corpo e mente accumulata nel tempo. Così la svolta digital sta modificando i rischi in Italia
Negli ultimi dieci anni il mondo del lavoro italiano è cambiato profondamente, e con lui sono cambiati anche i rischi per i lavoratori. Crescono le malattie professionali, aumenta il numero di lavoratori che soffrono di stress, ansia e disturbi del sonno e cambia il volto stesso dei rischi legati al lavoro. Le denunce di malattie professionali sono aumentate del 54%, mentre gli infortuni sul lavoro sono diminuiti del 10,5 per cento. Crescono invece gli incidenti che avvengono durante gli spostamenti casa-lavoro, segno di un’economia sempre più orientata ai servizi, dove il pericolo principale non è più soltanto l’incidente improvviso, ma il logoramento fisico e mentale accumulato nel tempo. È quanto emerge dal rapporto Salute e benessere nella trasformazione del lavoro: evoluzione dei rischi e nuove sfide, realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e presentato al Festival del Lavoro presso il Parlamentino Inail di Roma grazie ai dati Inail ed Eurofound.
Le nuove malattie
A cambiare sono soprattutto le patologie più diffuse. Oggi oltre il 70% delle nuove malattie professionali riguarda il sistema osteomuscolare e il tessuto connettivo. Da un lato aumentano i problemi ergonomici causati da attività ripetitive o da lunghe ore trascorse seduti. Dall’altro pesano condizioni ambientali sempre più difficili, come l’esposizione a rumori intensi, temperature estreme e ritmi lavorativi elevati, aggravati anche dagli effetti del cambiamento climatico. Disturbi legati alla postura, ai movimenti ripetitivi e alla sedentarietà stanno diventando sempre più comuni. Tra questi spicca la sindrome della cuffia dei rotatori, che colpisce tendini e muscoli della spalla, aumentata del 132,8% negli ultimi anni. In crescita anche i problemi alla colonna vertebrale e le malattie del sistema nervoso. I dati di Eurofound confermano questa tendenza con quasi la metà dei lavoratori italiani soffre di mal di schiena e circa un terzo lamenta mal di testa frequenti o disturbi oculari. «L’aumento delle malattie professionali e dei disturbi legati al benessere psicofisico conferma quanto la salute debba essere centrale nell’organizzazione del lavoro e nelle strategie delle imprese», commenta il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca.










