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Non arrivano ancora le firme per il cambio di proprietà della Reggina. Il dilatarsi dei tempi non preoccupa in senso assoluto, seppur i tempi restino stretti in vista della prossima stagione. Le posizioni sono le stesse del weekend: parti d’accordo su tutto, ma con la necessità di formalizzare. Alla base del piccolo rallentamento ci sarebbe la necessità di mettere in ordine ogni aspetto che riguarda lo status quo economico della società. Difficile saperne di più, ma è chiaro che appare solo un particolare di fronte all’eventuale e reale voglia di chiudere di entrambe le parti.
Pur non essendoci ancora nulla di definito al 100%, la nuova potenziale proprietà sta iniziando a sondare diverse figure professionali operanti nel mondo del calcio per dare vita al nuovo progetto tecnico. I nomi fatti nei giorni scorsi di Montervino o De Angelis per il ruolo di ds o quelli di Ginestra o Greco per la panchina restano ipotesi valide. Questi però sono giorni in cui si discute di quale futuro avrebbe la Reggina nel caso in cui dovesse finire al gruppo di Matt Rizzetta.
La sua esperienza più tracciabile nel mondo del calcio è quella nel Campobasso, una società portata in pochi anni dall’Eccellenza ai play off per la B. Un progetto vincente basato su investimenti importanti, ma razionali. Un percorso in ascesa, con un unico incidente legato ad una penalizzazione di 2 punti nel dicembre 2025. Un episodio isolato che, secondo alcune cronache, sarebbe stato una svista amministrativa legata ad un pagamento di 14.000 euro su un vecchio piano di ammortamento, avvenuto con quattro giorni di ritardo. Un’inezia a fronte della spesa negli anni e questo può chiarire l’accidentalità della cosa.













