Il convegno di TrentoDestro (Confindustria): extra costi per 370 milioni l’anno, oltre 1,8 miliardi negli ultimi cinque anni. Chiediamo un coordinatore europeo con poteri su restrizioni e lavori di manutenzionedi Marco Morino9 giugno 2026Quando si blocca il Brennero, non si fermano soltanto i camion: si rallentano l’economia italiana, l’export, l’agroalimentare, la manifattura, la continuità delle forniture verso il Nord Europa e gli approvvigionamenti di materie prime e semilavorati alle nostre industrie di trasformazione. Il Brennero è l’asse portante del corridoio Scandinavo-Mediterraneo e un’infrastruttura europea strategica per il sistema economico.Sul tema Brennero servono soluzioni europee condivise, non divieti unilaterali. Tra le richieste: il completamento nei tempi previsti del tunnel ferroviario di base (Bbt) e delle relative tratte di accesso per ampliare la capacità del trasporto su rotaia, investimenti per rendere l’autostrada A22 del Brennero ancora più moderna, l’eliminazione dei divieti di transito notturno in Tirolo.Così Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i trasporti, la logistica e l’industria del Turismo, sintetizza il sentimento delle imprese. Destro è a Trento, ospite di un convegno organizzato da Confindustria Regionale Tentino-Alto Adige dove si discute di Brennero e dell’importanza di questo corridoio alpino per tutta l’economia italiana. Presenti, tra gli altri, i presidenti di: Confindustria Trentino-Alto Adige, Alexander Rieper; Confindustria Trento, Lorenzo Delladio; Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini; il presidente della Provincia autonomia di Trento, Maurizio Fugatti. In un videomessaggio, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ribadisce l’attenzione del governo verso i territori del Trentino-Alto Adige e annuncia: «Siamo al 95% degli scavi della nuova galleria ferroviaria del Brennero (linea Fortezza-Innsbruck), con l’obiettivo di aprire l’opera nel 2033 per ridurre i tempi di collegamento tra l’Italia e il cuore dell’Europa».Spiega Destro: «Ogni anno attraverso il Brennero transitano circa 2,4 milioni di veicoli pesanti, che trasportano merci per un valore stimato di circa 150 miliardi di euro, pari a oltre il 50% delle esportazioni italiane verso la Ue». Ma questi numeri si scontrano con la politica dei blocchi al trasporto pesante che il Land Tirolo, con il sostegno del governo di Vienna, persegue da molti anni. Confindustria stima che il danno per le imprese italiane causato dall’ostruzionismo austriaco sia 370 milioni di euro l’anno, oltre 1,8 miliardi negli ultimi cinque anni, dovuti principalmente all’aumento dei tempi e delle distanze percorse. A questi extra costi si aggiungono ulteriori 174 milioni di euro l’anno per i lavori sul ponte Lueg (Austria), che dureranno fino a dicembre 2028. Secondo Destro, è indispensabile - e Confindustria lo ha già chiesto nell’incontro ad aprile con il vicepresidente Ue, Raffaele Fitto – nominare un coordinatore europeo per i valichi alpini, con poteri su restrizioni unilaterali e calendari di manutenzione. «Il confine alpino non è un limite: è il punto da cui l’Europa decide come stare insieme. Chiediamo che queste decisioni siano prese da un arbitro europeo super partes», afferma Destro.Incalza Rieper: «Il corridoio del Brennero non appartiene a un singolo territorio: è un’infrastruttura europea, che impatta dal Veneto alla Bavidera. Le soluzioni devono essere condivise, perché il tema riguarda tutti: trasporto merci e passeggeri». Osserva Delladio: «Con questo evento abbiamo voluto richiamare l’attenzione sull’importanza di questi temi per il made in Italy. La rete infrastrutturale e l’organizzazione dei trasporti impattano direttamente sulla competitività delle imprese».