Prima il ritardo ai visti per i giocatori dell’Iran (negato a dirigenti e staff), poi Ayman Hussein, stella del calcio iracheno, bloccato in aeroporto e sottoposto a lunghissimi controlli. Adesso anche problemi per i direttori di gara. L’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan non prenderà parte ai Mondiali di calcio di quest’estate dopo che gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, come confermato lunedì dalla FIFA. Interpellato sul caso di Artan, un portavoce della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi ha dichiarato alla CNN che l’uomo è stato sottoposto a un controllo aggiuntivo al suo arrivo a Miami, dopo un volo proveniente da Istanbul.
“Durante le procedure di controllo, il viaggiatore è stato sottoposto a un’ispezione aggiuntiva, una procedura di routine del CBP (Customs and Border Protection) che prevede la verifica delle informazioni o la determinazione dell’ammissibilità”, ha dichiarato il portavoce. “Dopo l’ispezione, il viaggiatore, arbitro della Coppa del Mondo FIFA, è stato ritenuto inammissibile a causa di problemi di verifica e gli è stato negato l’ingresso“.
La Somalia è uno dei 39 Paesi colpiti dal divieto di viaggio imposto dall’amministrazione Trump. Il portavoce del CBP non ha fornito dettagli sul motivo per cui ad Artan è stato negato l’ingresso nonostante un passaporto diplomatico. Artan è stato nominato miglior arbitro maschile dell’Africa nel 2025 ed è stato scelto dalla Confederazione Africana di Calcio per partecipare ai Mondiali di quest’anno. “La FIFA non è coinvolta nei processi di immigrazione del Paese ospitante, comprese le procedure di rilascio dei visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status del signor Artan non subirà modifiche al momento“, ha dichiarato un portavoce della FIFA in un comunicato. “In linea con quanto avvenuto in precedenti eventi FIFA, è il governo ospitante a determinare in ultima analisi chi riceve il visto e chi viene ammesso nel proprio Paese”.






