Tra gli obiettivi del provvedimento, che prevede il diritto a essere informati sulla retribuzione media percepita da chi svolge le stesse mansioni, c’è quello di combattere il divario retributivo tra uomini e donne. Secondo molti il problema dipende però in larga parte da questioni diverse dall’applicazione della legge. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" dell’8 giugno
È ufficialmente entrato in vigore il decreto sulla trasparenza salariale, che prevede il diritto a essere informati sul livello retributivo medio percepito dai colleghi e dalle colleghe dello stesso ufficio o della stessa fabbrica, sia nel settore pubblico che privato. Tra gli obiettivi principali c’è quello di combattere il divario retributivo tra uomini e donne. Servirà davvero a diminuire il gender pay gap in Italia? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, dell’8 giugno.
Innanzitutto va detto che la legge, che recepisce la direttiva Ue 2023/970 in materia di parità retributiva, in realtà stabilisce soltanto il diritto di conoscere la retribuzione media di chi svolge compiti simili al proprio, non quindi dell’importo specifico corrisposto a tutti i colleghi, né come stipendio base né come bonus e altri emolumenti.














