Niente incontri tra Manolo Bucci e Massimiliano Polci, almeno ieri. Tutto potrebbe essere rimandato a oggi, ma ormai ci sono un paio di aspetti che emergono chiari dalla querelle in atto. Il primo è che l’imprenditore di Artena, attuale presidente del Valmontone, s’è risentito con i vertici dorici per questioni apparentemente di poco conto e assolutamente risolvibili. Dunque potrebbe esserci qualche altro motivo per il suo (temporaneo?) allontanamento dal presidente dell’Ancona. L’altro aspetto che non è secondario è che l’Ancona non vuole farsi prendere in giro da nessuno. Se ci sono stati malintesi, si possono chiarire. Se ci sono altre ragioni alla base della questione, allora è più difficile, ma Polci e soci devono proseguire sulla loro strada. E cercare comunque un socio forte da fare entrare il prima possibile per dare garanzie alla società stessa, alla città, alla tifoseria, agli altri imprenditori che affiancano Polci. Se non fosse Manolo Bucci, in altre parole, deve per forza essere qualcun altro, anche perché Polci ha spesso affermato che un altro anno da solo al comando non vuole sostenerlo. Sull’interlocutore che doveva entrare entro il 15 giugno, però, c’era stato anche l’avallo da parte del sindaco, visto che proprio a Palazzo s’era tenuta la videocall tra l’imprenditore di Artena e i quattro soci anconetani che poi sono entrati nella famiglia biancorossa. Silvetti sorveglia e tace, tacciono anche i vertici societari, che però ci tengono a sottolineare che sono comunque al lavoro. Polci va avanti, insomma, attendendo Bucci ma senza esagerare. Il chiarimento è atteso per oggi, sempre che sia ancora possibile. Nel frattempo il presidente tiene aperte porte che in realtà non ha mai chiuso, come quella che porta all’amico ed ex patron del Teramo Luciano Campitelli.