"Farò di tutto per mettere in sicurezza l’ambiente e far ripartire l’attività". Parla così Michele Budano, proprietario dell’immobile che ospitava l’azienda Magrì distrutta dall’incendio di domenica. "I danni per ora non sono stati calcolati, è ancora presto ma sono ingenti – continua Budano – posso però dire che nel tetto escludo che ci sia amianto. E’ una fibra lamierata ma non è amianto, la struttura è stata fatta nel 1996 con tutti i crismi". La famiglia Budano ha ceduto l’attività Magrì, specializzata negli insaccati, nel 2022, tenendosi solo l’immobile, un capannone di 1.300 metri quadrati di superficie tra il piano terra e quello superiore adibito alla contabilità. "Un’attività di famiglia, di mio padre Giorgio – continua Budano – che è morto nel 2015. Con questo incendio è come se l’azienda fosse morta una seconda volta per noi".
Capannone e attività sono assicurati. La parte esterna ha anche delle telecamere ma non sarebbero state attive. Oggi la Cotteria Magrì, leader nella produzione di prosciutti cotti, arrosti e carpacci di carne, ha clientela in tutta Italia, ristoranti, supermercati, salumerie, e anche nel centro Europa. Oggi è sotto la guida di due soci, Maurizio Areni, di Loreto, e Massimiliano Andreozzi, di Mogliano.







