La quotazione dovrebbe arrivare a fine giugno
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L'unicorno italiano Bending Spoons sbarca negli Stati Uniti. Ieri ha infatti presentato la domanda di quotazione sul Nasdaq a New York. L'azienda tecnologica, fondata nel 2013 da Luca Ferrari, ha depositato pubblicamente una dichiarazione di registrazione sul modulo F-1 presso la Sec, ovvero la Consob americana, relativa a una proposta di offerta pubblica iniziale (Ipo) delle proprie azioni ordinarie. L'offerta è soggetta alle condizioni di mercato e ad altri fattori, tra cui l'efficacia della stessa dichiarazione di registrazione. Di conseguenza le sue tempistiche, il numero di azioni da offrire e la fascia di prezzo non sono ancora stati determinati. Secondo le indiscrezioni, la società punta a concludere l'operazione entro fine mese, per una potenziale valutazione attorno ai 20 miliardi di dollari e una raccolta che potrebbe andare oltre i 4 miliardi. Certo invece il fatto che la domanda riguardi il Nasdaq Global Select Market, il segmento del mercato americano che richiede gli standard di capitalizzazione e i requisiti finanziari più alti al mondo. Il consorzio bancario che assiste l'azienda tech italiana, nel guidare l'operazione di collocamento e nella gestione degli ordini, è composto, tar gli altri, da Goldman Sachs, JpMorgan, Bnp Paribas, Mizuho, Societe Generale, Crédit Agricole Cib, Imi (Intesa Sanpaolo), Unicredit e Banca Akros (Banco Bpm). Si tratta solo dell'ultimo capitolo della parabola di Bending Spoons, il cui nome è ispirato a Matrix. Metaforicamente Bending Spoons acquisisce aziende e le mette a nuovo, modellandole con la propria strategia. Al momento, la squadra delle sue società controllate comprende marchi come Eventbrite, komoot, Remini, Vimeo e WeTransfer. A marzo 2026, le varie app hanno raggiunto più di 500 milioni di utenti attivi e più di 9 milioni di clienti paganti mensili. Due degli ultimi acquisti sono stati particolarmente d'effetto.










