Di giorno raccolgono arance e clementine. Di notte tornano nelle tendopoli, nei container o nei casolari abbandonati disseminati tra Rosarno, San Ferdinando e Taurianova. Nella Piana, il settore agrumicolo dipende in larga parte da lavoratori provenienti dall’Africa occidentale. Molti arrivano ogni anno seguendo il calendario delle raccolte agricole italiane. L’età media è di circa 35 anni e la maggioranza proviene da Mali, Senegal, Gambia, Ghana e Costa d’Avorio.
Il territorio continua ad essere uno dei simboli più evidenti delle contraddizioni dell’agricoltura italiana: produce ricchezza ma, ancor oggi, fatica a garantire condizioni dignitose a una parte della manodopera che ne sostiene l’economia. A oltre quindici anni dalla rivolta di Rosarno del 2010, il fenomeno dello sfruttamento lavorativo non è scomparso.
L'articolo completo è disponibile sull'edizione cartacea e digitale












