Il direttore dell’Accademia di Belle Arti Enrico Fornaroli confida di vedere l’apertura del cantiere per il restauro del Teatro che ospita le aule didattiche di scenografia e la palestra del marmo, già tra il 2027 e il 2028. Il suo impegno, previa consulenza coi tecnici, è quella di portare avanti la procedura entro la fine dell’anno. E, se c’è chi parla di rallentamento dei lavori e rischio di perdere i 9,9 milioni del finanziamento ministeriale, Fornaroli sottolinea il fatto che "la presentazione del progetto di ristrutturazione è avvenuta nel 2024 e se si deve parlare di ritardi, questi dipendono da procedure e fattori tecnici. "Sarebbe veramente da stolti – chiarisce – rinunciare a un finanziamento così importante che ci permette di ristrutturare lo spazio".
Tra le cose necessarie da fare per rendere tutto trasparente, sottolinea il direttore, "c’era quella di una call interna per trovare la figura di coordinamento e di comunicazione tra me e le maestranze perché io non ho competenze né di architettura, né di ingegneria e l’abbiamo trovata". Si tratta di Elisa Tranfaglia, titolare della cattedra di Storia dell’Architettura. Nel frattempo, attendendo la rinascita del Teatro che negli anni Novanta ospitò il mitico Teatro Polivalente Occupato (Tpo), si andrà avanti con la ricerca di spazi dove spostare gli alunni che attualmente fanno lezione in questo gioiello architettonico concepito nel 1957 su progetto originale dell’artista e scultore bolognese Farpi Vignoli e dell’architetto Melchiorre Bega.











