HomeForlìCronacaSuspense a teatro. Gestione ad interimSarà ancora Accademia Perduta/Romagna Teatri a guidare il Fabbri fino al 2027. L’assessore: "Il bando? Per l’aggiudicazione serve un altro anno".Claudio Casadio e Ruggero Sintoni di Accademia Perduta/Romagna Teatri (Frasca)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSarà ancora Accademia Perduta/Romagna Teatri a gestire il teatro Diego Fabbri per la stagione 2026-2027, ma non perché sia l’aggiudicataria del bando. Le buste con i candidati per prendersi in carico la gestione, infatti, sono state aperte il 26 maggio, ma non si è ancora giunti a un esito definitivo.
"La procedura – commenta il vicesindaco con delega alla Cultura, Vincenzo Bongiorno – richiede ancora tempo, così, per espletarla al meglio, abbiamo affidato la gestione ad Accademia Perduta anche per il prossimo anno. Poi, dalla stagione 2027-2028, entrerà in campo chi si aggiudicherà il bando". Che, in teoria, potrebbe essere ancora la stessa Accademia Perduta, la quale si è candidata per continuare il lavoro iniziato nel 2017, quando la giunta Drei decise di esternalizzare il servizio di gestione del teatro comunale e affidarle la programmazione.
La realtà, che è anche centro di produzione teatrale, ha una base operativa anche al Piccolo, in via Cerchia, che non è messa in discussione dal bando. Questa volta, però, le cose sono un po’ diverse rispetto al passato e non si può dare nulla per scontato. Il teatro, infatti, per la prima volta verrà dato in concessione, quindi il soggetto che vincerà la gara dovrà prendersi in carico anche i costi di ordinaria manutenzione, sicurezza, servizi dei Vigili del Fuoco, pulizia; per questo corrispettivo previsto annuale che il Comune concederà al gestore è stato fissato a 571mila euro, contro i 470mila della scorsa stagione, con possibilità di essere aumentato. Il valore totale della concessione è di circa 5,6 milioni per i cinque anni di gestione previsti dal contratto: una cifra importante che lancia il bando in una dimensione extra locale e addirittura europea. Ciò significa che i soggetti privati che si aggiudicheranno la gestione potrebbero anche arrivare da altri paesi dell’Unione Europea.







