Il ruolo di Bruxelles
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Luigi Contu, giornalista, direttore dell’agenzia di stampa Ansa
Tutto ha inizio con una fine. Quando, cioè, da un letto d’ospedale un padre si raccomanda al figlio, prende carta e penna e scrive. Sta tracciando la mappa di un ambiente domestico non comune, una biblioteca di famiglia che contiene pezzi rari, persino introvabili. Sono tutto ciò che il padre di quel padre (e poi egli stesso) ha accumulato negli anni, lui che dei libri aveva fatto il suo pane quotidiano da giornalista, editore, uomo di lettere ma anche grandissimo appassionato di scienze. I libri come arricchimento, viaggio, conoscenza, crescita. Un mantra in casa Contu, qualcosa di praticamente stampato nel Dna di ognuno di quella famiglia, al punto che quella biblioteca singolare nel corso degli anni è arrivata ad accogliere oltre 12mila volumi. E che oggi Luigi Contu, giornalista anche lui, direttore dell’agenzia di stampa Ansa, ha l’onore e l’onere di esplorare. Da quel lascito è nato un primo libro, "I libri si sentono soli" (La Nave di Teseo, 2022), e poi un secondo, "Domani sarà tardi" (Solferino, 2025). È a partire da quest’ultimo che si terrà l’incontro proprio con Luigi Contu venerdì 12 giugno alle 17 nell’auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio di Pistoia. Al centro di questo ritrovamento diventato libro c’è Luigi Contu, il prozio dell’autore. È il 1944, siamo in Val Brembana. Contu è un fascista convinto, mandato nella bergamasca per dirigere un ufficio del ministero dell’Agricoltura della Repubblica sociale italiana. Ciò che accade da quel rigido inverno alla Liberazione è la storia di un uomo fedele al suo credo politico, mai pentito, eppure umano in quel mare di violenza che si scatenò nella Valle: sua la mano che salvò da fucilazione sicura dei partigiani, quegli stessi che più tardi lo avrebbero ricambiato salvandolo a loro volta. Mosso da un obiettivo preciso – "capire, non giustificare" –, Contu racconta questa storia nella Storia dopo aver studiato il passato di quei luoghi, parla con le persone del posto, consulta giornali e archivi, entrando in un microclima terribile di stragi reciproche: "È emersa nonostante tanta violenza – dice Contu – un’umanità che mi ha spinto a scrivere. Il libro vuole ammonire anche, farci capire quanto sia pericoloso aderire una ideologia tout court senza spirito critico". "Domani sarà tardi" si ancora saldamente alla realtà storica e al canovaccio offerto da quel diario appartenuto al prozio ritrovato in un baule, ma aggiunge anche della fiction restando credibile in ogni passaggio. Ma è anche un libro che contiene altri libri, in particolare uno: "’Martin Eden’ di London è il primo libro che mi ha letto mia nonna. Un libro che amo moltissimo e al quale ho voluto tributare un omaggio inserendolo nella scrittura". Venerdì 12 giugno in dialogo con Contu ci saranno i giornalisti Lorenzo Totaro e Linda Meoni.








