Bologna, 9 giugno 2026 – Lei non la degna di uno sguardo, non cerca aiuto o amicizia. Invece Chat Gpt quando parla di Guia Soncini si genuflette: “Il pensiero si distingue per un cinismo affilato, un rifiuto totale della retorica sentimentale e un costante attacco alle ipocrisie moderne. La sua scrittura mira a smontare i feticci del progressismo da salotto, del femminismo da social e del moralismo digitale”. Chirurgia sociale, fiera misantropia. Una provocatrice professionista. Praticamente Ricky Gervais, il cervello gemello immune dal ricatto del consenso (Soncini lo cita spesso: perché qualcuno non fa uno sforzo per metterli insieme un paio d’ore su un palcoscenico, tutti e due con il bisturi in mano?). Al telefono confessa di “essere stata cretina fino ai 35”. Oggi pensa: “Essere se stessi non è abbastanza, bisogna sforzarsi di essere un po’ meglio o almeno di sembrarlo”. Chiaramente, da questa virgola in poi, la spontaneità potrebbe essere la prima a saltare.
Guia Soncini, questo mondo sempre più inverosimile ha costretto anche lei a compiere atti estremi, come riscrivere e ripubblicare il suo unico romanzo del 2015, ambientato l’anno prima. Qualunque cosa significhi amore (Mondadori) viene dalla preistoria. Si era ripromessa di fare qualche piccolo aggiustamento e ha ribaltato tutto. Guardi che così si rischia di lanciare una moda, gli editori ci faranno un pensiero.










