«Dopo Mamdani a New York la conferma che c’è voglia di sinistra viene dalla vittoria del nostro compagno Manuel a Molfetta. Si può vincere coinvolgendo i giovani e il popolo del No con idee chiare e di sinistra», esulta il segretario di Rifondazione Maurizio Acerbo. A Molfetta vince col 67,47% Manuel Minervini, ingegnere di 36 anni, militante di Rifondazione alla guida di tutto il campo largo. Il Pd nazionale, per sostenerlo, ha commissariato la sezione locale dem che aveva deciso di sostenere il suo avversario Pietro Mastropasqua. (32,53%) «Una vittoria che segnala l’affermazione anche del nuovo corso del Pd, che ha scelto di costruire l’alleanza progressista dicendo no a trasformismi e ambiguità», dice il responsabile organizzazione Pd Igor Taruffi, che si è speso in prima persona.
Il neo sindaco, ancora incredulo per le proporzioni della vittoria, spiega al manifesto che «abbiamo vinto per la nostra credibilità, a Molfetta Rifondazione sta nelle strade da trent’anni a fare militanza, ha resistito alla deriva dei partiti liquidi, alle liste civiche senza colore che spolpano i partiti per perpetuare la stessa classe dirigente che si sposta da una parte e dall’altra per sopravvivere, come nell’ancien regime».














