Genova – Lo scontro era sulla bocca di tutti, la tensione era palpabile, ma nessuno avrebbe pensato che si sarebbe arrivati al divorzio in tempi così brevi. Bruna Rebagliati, direttrice sanitaria dell’Azienda ospedaliera metropolitana (Aom) che comprende il San Martino e il Villa Sassi, ha rassegnato le dimissioni con effetto quasi immediato (da lunedì 15) per incompatibilità con la manager Monica Calamai. Incompatibilità si fa per dire, Rebagliati si era insediata i primi giorni di gennaio, assieme alle nuova direttrice, ma tra le due i rapporti sono sempre stati tesi e la situazione è diventata insostenibile nell’ultimo mese: Calamai incontra i medici e chiarisce «Qui decido e comando soltanto io». Qualcuno ricorda commenti del tipo «Se vuole può restare, ma non prenderà alcuna decisione». Ha ribaltato provvedimenti di organizzazione decisi dalla stessa Rebagliati che è stata lentamente messa in un angolo. Non solo: nelle riunioni del collegio di direzioni, la direttrice sanitaria non era al tavolo di comando, ma in seconda fila.
Monica Calamai (foto Balostro)
La settimana scorsa è arrivata la frattura definitiva e la lettera di dimissioni: due pagine che disegnano il clima tra i vertici del San Martino e che sono destinate a lasciare il segno, anche dal punto di vista politico in quanto Rebagliati è molto vicina a Fratelli d’Italia: ha un ottimo rapporto con il parlamentare e responsabile sanità del partito di Meloni, Matteo Rosso, con il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari e, di conseguenza, con l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò che, una quindicina di giorni fa, è intervenuto per trovare una soluzione. Non c’è riuscito anche perché Calamai ha il sostegno incondizionato del presidente Marco Bucci che l’ha nominata a fine dicembre. Rebagliati non risponde al telefono, ma si è sfogata con alcuni primari ospedalieri e direttori universitari con cui aveva instaurato un ottimo rapporto: «Me ne vado perché non ci sono le condizioni per lavorare. Non ci parliamo da settimane; non è più il caso di andare avanti. Mi sono dimessa per tutelare la mia professionalità, più volte calpestata, e per non mettere in difficoltà l’azienda». Calamai fa sapere che non intende commentare, ma la notizia ha già fatto il giro dell’azienda ed è la prima volta al San Martino che un membro della terna di comando si dimette per contrasti con il numero uno. Secondo voci interne, Rebagliati è stata indicata dalla Regione per la direzione sanitaria di Aom, ma non c’è mai stata la nomina da parte di Calamai con la firma di un contratto. Non è escluso che lo scontro superi le mura della palazzina dell’ospedale e arrivi in tribunale. Rebagliati tornerà alla Asl 3 dove è in aspettativa.








