Roma, 8 giu. (askanews) – Al ballottaggio va in scena un pareggio nei capoluoghi: Arezzo, Lecco e Macerata al centrodestra, Agrigento, Chieti e Trani al centrosinistra. Ma, a conti fatti, considerando anche il primo turno, il centrosinistra chiude la partita delle amministrative di primavera con dieci sindaci su sedici. L’affluenza, costantemente in calo, si ferma poco sopra il 52%, otto punti abbondanti sotto il primo turno quando il centrodestra aveva portato a casa Venezia, Reggio Calabria e Crotone, il centrosinistra Prato e la riconquista di Pistoia.
Ad Arezzo non si spezza il governo di centrodestra,che dura da dieci anni e continua con Marcello Comanducci, a Lecco si afferma Filippo Boscagli (che vince sul sindaco uscente di centrosinistra Mauro Gattinoni) e a Macerata, pronto per il secondo mandato, c’è Sandro Parcaroli. A Chieti il nuovo sindaco è l’ex vice presidente del Csm Giovanni Legnini, appoggiato dal centrosinistra, a Trani dopo un lungo testa a testa la spunta Marco Galiano. Poi ci sono i casi speciali. Uno è Viareggio dove la vittoria va al centrodestra per poche decine di voti; un altro è Genzano Romano, uno dei comuni della “cintura rossa laziale”, dove, per la prima volta, la destra vince con Fabio Papalia; viceversa c’è Molfetta, in provincia di Bari, dove il nuovo sindaco sarà Manuel Flavio Minervini di Rifondazione comunista e c’è Vigevano, dove il candidato scelto da Forza Italia, senza l’appoggio degli alleati al primo turno, Paolo Previde Massara ha la meglio e diventa sindaco. Anche senza il sostegno di Vannacci e del suo candidato, Furio Suvilla, che due settimane fa aveva conquistato il 14%.










