La partita dei ballottaggi finisce 3-3, con il centrosinistra che tiene Chieti e Trani e conquista Agrigento, mentre le destre tengono Arezzo e Macerata e si prendono Lecco. Nel complesso dei 18 capoluoghi al voto tra fine maggio e lo scorso fine settimana, 8 vanno a sinistra, 6 a destra, due a civici o indipendenti (Messina e Fermo) e 2 a esponenti del Pd che non avevano il sostegno del partito e neppure degli alleati (Salerno e Enna).

DUE SETTIMANE FA le destre avevano tenuto a sorpresa Venezia e strappato Reggio Calabria, mentre i progressisti avevano conquistato Pistoia. Da segnalare le vittorie delle destre a Vigevano (dove erano spaccate in tre tronconi e il centrosinistra partiva in vantaggio al secondo turno) e Viareggio, dove la destra vince per un centinaio di voti. E quella della sinistra a Molfetta, con un campo largo guidato da un candidato di Rifondazione, Manuel Minervini, che si è imposto con il 67,4% sul civico Pietro Mastropasqua. Si tratta del primo successo di un campo largo guidato dal Prc; Schlein e Conte erano scesi in Puglia per dargli il loro supporto.

NEL COMPLESSO l’equilibrio tra i due blocchi cambia di poco rispetto a 5 anni fa (era finita 8-5 per il centrosinistra più 5 sindaci fuori dai due poli), ma i risultati di questa tornata di amministrative mostrano una destra ancora forte da sud a nord, tutt’altro che in ritirata come confermano anche le vittorie in Emilia a Vignola (Modena) e Comacchio (Ferrara). Secondo dati Youtrend, su 118 comuni sopra i 15 mila abitanti al voto nei due fine settimana, il centrosinistra ne vince 50, il centrodestra 40 e 28 vanno a civici o indipendenti. Cinque anni la sinistra ne aveva vinti 59, le destre 42 e 17 erano fuori dai due poli. Non a caso la prima tra i leader a commentare i risultati è la premier Meloni: «I risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori».