Un drammatico intervento di soccorso si è trasformato in una storia di straordinario successo e professionalità medica nella mattinata del 5 giugno 2026. Intorno alle ore 08:20, nei pressi dell’Università Partenope al Centro Direzionale (Isola A2), un uomo è stato colto da un improvviso arresto cardiaco in strada. L'allarme è scattato immediatamente e, sotto la guida telefonica della Centrale Operativa Territoriale, alcuni passanti hanno iniziato le prime manovre di rianimazione cardio-polmonare prima del tempestivo arrivo dell’ambulanza.
Coppia di infermieri salva un bimbo di 13 mesi in aereo. Ilaria e Riccardo: «Era in arresto cardiaco»L'equipaggio, composto dall’infermiere Galici Davide William, dall'infermiera in affiancamento Izzo Alessia e dall'autista soccorritore Micucci Vincenzo, ha subito preso in mano la situazione applicando il severo protocollo ALS (Advanced Life Support): mentre l’autista Micucci praticava il massaggio cardiaco e l'infermiera Izzo reperiva l'accesso venoso per i farmaci salvavita, l'infermiere Galici coordinava le operazioni gestendo le vie aeree con il posizionamento di una maschera I-GEL per la ventilazione artificiale. Il monitor del defibrillatore ha subito evidenziato un ritmo defibrillabile (PEA), spingendo il team a erogare la prima scarica a 200J su un paziente ancora incosciente.A dare manforte in quegli istanti critici è giunta sul posto l’Auto Medica SAN GENNARO, con a bordo la dottoressa Cristofaro Ines e l’infermiere Tassini Antonio; sotto la supervisione del medico sono state erogate altre due scariche e, proprio alla seconda, il paziente ha ripreso il respiro spontaneo mostrando i primi segni di reattività. Caricato a bordo dell'ambulanza in codice rosso e in pieno ritmo di tachicardia ventricolare, l'uomo è stato trasferito a tempo di record al pronto soccorso dell’Ospedale Del Mare grazie alla straordinaria abilità alla guida dell'autista Micucci.Napoli, 63enne ha un infarto mentre gioca a padel. Salvato da un'infermiera: «Non aveva battito»All'arrivo in ospedale, dopo un'ultima scarica erogata dal defibrillatore, il paziente ha finalmente ripreso un ritmo cardiaco stabile, lo stato di coscienza e la respirazione spontanea. Questo miracolo della sanità campana è stato reso possibile solo grazie alla straordinaria professionalità, alla sinergia perfetta tra i due equipaggi e alla corretta e fulminea esecuzione dei protocolli salvavita, che hanno strappato l'uomo a una morte certa in pochissimi minuti.










