Una rete di solidarietà nata sull’onda dell’emergenza ha salvato la vita ad un giovane medico di 35 anni, specializzando in Chirurgia generale alla Federico II. Raed, nato in Israele ma palestinese, ha studiato in Italia per realizzare il suo sogno: salvare vite.È uno sportivo ed aveva appena finito di allenarsi quando, nei pressi di piazzetta Aniello Falcone, al Vomero, poco prima delle 20 dell’altra sera, si è accasciato a terra per un arresto cardiaco. È stato un attimo: la sua vita si è incrociata proprio in quel medesimo momento con quella di altre persone, tutti medici, anche loro con il sogno di salvare vite e quella sera hanno salvato la sua facendo rete tra di loro. Ciascuno per le proprie competenze. Il destino a volte sorprende e il caso finisce col determinare il corso dell’esistenza umana.

Napoli, al Cardarelli sequestrata la salma di una 24enne operata: cordoglio e accertamenti dell'ospedaleL’intervento Michele Torella, cardiochirurgo dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Vanvitelli-Monaldi, si stava recando a lavoro, per il turno di notte quando, passando con la sua auto in via Falcone, ha notato un gruppo di persone che chiedevano aiuto. Sul posto una pediatra che gli ha spiegato la gravità della condizioni dell’uomo il cui polso non aveva battiti. In quelle condizioni, in strada, senza strumentazioni adeguate, sarebbe stato difficile poter «riavviare» quel cuore. Ma loro non si sono persi d’animo: il cardiochirurgo ha iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Ed è qui che il caso ha avuto di nuovo un ruolo fondamentale. Mentre i cittadini presenti hanno allertato il 118, sul posto è arrivato anche un anestesista con un defibrillatore. L'impiego tempestivo del dispositivo, associato alle manovre rianimatorie già in corso, e alla collaborazione dei cittadini che non si sono voltati dall’altra parte ma hanno collaborato con i sanitari, ha consentito al cuore di tornare a battere e quindi di ripristinare la circolazione sanguigna spontanea. Quando è arrivata l'ambulanza, circa dieci minuti dopo la richiesta di intervento, il paziente era ancora privo di sensi ma rianimato. Così è stato trasportato d’urgenza al Cardarelli. Qui è stato affidato all'équipe di Emodinamica diretta dal dottor Ciro Mauro. L'emodinamista di turno, la dottoressa Federica Serino, ha eseguito una coronarografia che ha evidenziato una subocclusione dell'arteria interventricolare anteriore (IVA), trattata immediatamente con angioplastica coronarica e ripristino del flusso sanguigno. Lo stato di salute Il paziente al momento è ancora ricoverato presso la Terapia Intensiva del Cardarelli, diretta dal dottor Francesco Imperatore. Le sue condizioni sono stabili, è cosciente e il decorso clinico è favorevole. Agli infermieri e ai sanitari che lo assistono non fa altro che chiedere dei suoi soccorritori per ringraziarli.Malore mentre passeggia in strada, turista muore sotto gli occhi della moglie a PositanoIl commento «Questo episodio racconta molto più di un intervento riuscito: racconta la forza della presenza, della competenza e della collaborazione tra professionisti sanitari e cittadini», commenta il professore Torella che vorrebbe incontrare di nuovo i suoi colleghi presenti quella sera che in anonimato, come sono arrivati sono andati via. Parla di loro come «angeli» e sottolinea come, nonostante la gravità della situazione e il luogo (la strada) c’è stata «una catena di gesti rapidi e coordinati che, in pochi minuti, ha trasformato una possibile tragedia in una storia di sopravvivenza. E ricorda, con la semplicità dei fatti, quanto la tempestività della rianimazione e la diffusione dei defibrillatori sul territorio possano davvero fare la differenza tra la vita e la morte».