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Non è scappato dall'Italia, come hanno fatto diversi suoi coetanei. Non ha lasciato vedove inconsolabili tra i dirigenti del settore giovanile di qualche club. In Germania, Fabio Cristian Chiarodia ci è proprio nato, esattamente a Oldenburg, nella Bassa Sassonia. I suoi genitori, originari di Cinto Caomaggiore in provincia di Venezia, si sono trasferiti lì per lavoro e poi hanno rilevato una storica gelateria della città, attività che portano avanti tuttora. È tedesco a tutti gli effetti, ma ha deciso di seguire la sua anima italiana. Dopo aver partecipato a qualche raduno con l'Under 15 della Germania, ha deciso di lasciar perdere. Con le giovanili azzurre ha intrapreso un lungo percorso: Under 15, Under 17, Under 19, Under 21 e ora Nazionale A, maglia vestita per due volte a cavallo del suo ventunesimo compleanno, festeggiato il 5 giugno.
Ciò che si è capito in queste due uscite con la maglia azzurra è che Chiarodia è un signor difensore centrale. Molto ben impostato nella maniera di stare in campo, ha un grandissimo senso del piazzamento. Come i migliori rappresentanti del suo ruolo, non ha bisogno di recuperi spettacolari e a volte pericolosi. Ci arriva prima, sul pallone. Pensa come un difensore moderno dovrebbe pensare, prevedendo le mosse avversarie. In quanto alla costruzione dal basso, non nega mai la sua partecipazione. Calcia molto bene con il sinistro, ma poi, se s chiede al diretto interessato, dirà che è ambidestro. Per una volta non è un modo di dire. Con Comuzzo della Fiorentina ha formato una coppia davvero bene assortita. Non dimentichiamo che nelle due partite disputate contro Nazionali meno sperimentali come quelle d Lussemburgo e Grecia, la bella banda di Silvio Baldini ha subìto zero gol.













