I più a rischio sono i bambini molto piccoli, sotto i cinque anni di età, con una probabilità di ammalarsi a causa di alimenti non sicuri quasi tre volte superiore rispetto ad adulti e bambini più grandi. Nonostante rappresentino solo il 9% della popolazione mondiale, infatti, i bambini piccoli soffrono di quasi un terzo di tutti i casi di malattie alimentari, in particolare malattie diarreiche che possono essere letali per questa fascia d’età. Non solo: l’esposizione a rischi chimici come il metilmercurio e il piombo negli alimenti può danneggiare il cervello in via di sviluppo e causare problemi neurologici permanenti, sempre nei bambini. Sono alcuni dei dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e pubblicati nello studio scientifico su “The Lancet Global Health”, in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare del 7 giugno (dal titolo “Dal peso alle soluzioni – cibo sicuro ovunque”). Secondo l’Oms la stima globale per tutte le età è di circa 866 milioni di casi di malattia (il riferimento è al 2021, anno a cui sono stati aggiornati i dati precedenti) e 1,5 milioni di decessi a causa di ingestione di cibo non sicuro. Un impatto sanitario paragonabile a quello di tubercolosi, HIV/AIDS, malaria. Le regioni più colpite? Africa e Sud-est Asiatico, con i tre quarti di tutte le malattie trasmesse dagli alimenti e il 60% dei decessi a livello mondiale, anche se la situazione è migliorata rispetto agli anni duemila.
Cibo non sicuro: 1,5 milioni di morti l'anno secondo l'Oms
Bambini i più colpiti, metalli pesanti causa del 73% dei decessi: i dati choc dell'Oms sulle malattie alimentari.











