Nel Derbyshire, in Inghilterra, i mobili non vengono tagliati, assemblati o incollati: vengono seminati e coltivati. Gavin e Alice Munro hanno trasformato un piccolo appezzamento agricolo nel “Chair Orchard” (il Frutteto delle Sedie), un terreno in cui le sedute crescono direttamente dalla terra. Questo processo di bio-design, che necessita di tempi di attesa fino a dodici anni per la realizzazione di un singolo esemplare, porta alla creazione di sculture viventi prive di chiodi e colle, battute oggi sul mercato dell’arte contemporanea per cifre che sfiorano i 90.000 dollari (circa 80.000 euro). A documentare i dettagli del progetto è l’Agi, che ricostruisce la vicenda riprendendo le dichiarazioni rilasciate dalla coppia al Washington Post.

L’intuizione ospedaliera e la critica al design industriale

La scintilla creativa alla base dell’azienda agricola affonda le radici nell’infanzia di Gavin Munro. A sette anni, costretto a lunghi ricoveri ospedalieri per curare la scoliosi e la sindrome ossea di Klippel-Feil, il bambino passava il tempo osservando i bonsai del giardino di famiglia. Uno di questi, cresciuto in modo irregolare, assunse la sagoma di un trono. Anni dopo, intraprendendo gli studi di design del mobile, quell’immagine si è unita a una profonda critica ai metodi produttivi contemporanei. Come riportato dal Washington Post, Munro ha individuato un’assurdità di fondo nel settore: il metodo standard prevede di abbattere alberi cresciuti per decenni, ridurli in frammenti e incollarli in forme che nel tempo tenderanno ad allentarsi. La sua riflessione si è tradotta in un cambio di paradigma: plasmare l’albero direttamente durante la sua crescita naturale per creare oggetti solidi e secolari.