La partita per il ricollocamento dei lavoratori ex Sir e per il futuro dell’indotto della centrale di Cerano è sempre aperta, pur tra distinguo e dubbi dei sindacati. Dopo l’incontro nella sede dell’Asi alla presenza dei rappresentanti di Confindustria Brindisi, Enel, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, la Cgil esprime perplessità sulle politiche e le tempistiche di gestione della delicata vertenza, anche alla luce dell’avvio del progetto Bess. Lamenta scarsa chiarezza delle ipotesi prospettate, persistente incertezza occupazionale derivante dalla decisione di collocare l’impianto in “riserva a freddo” e l’assenza di un reale coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in tutte le fasi di sviluppo del progetto Bess: «Il risultato della mobilitazione conclusasi nel dicembre 2025 non ci ha mai convinto, perché non rispondeva alle richieste avanzate dalla Cgil - affermano il segretario provinciale Cgil Massimo Di Cesare e il Coordinamento Industria - La nostra proposta era chiara: accompagnare il phase-out della centrale garantendo trentasei mesi di lavoro ai dipendenti diretti e dell’indotto, attraverso attività di messa in sicurezza dell’impianto, smontaggio delle strutture e avvio delle bonifiche. Una prospettiva che è stata di fatto compromessa dalla scelta del Governo di collocare la centrale in “riserva a freddo”, determinando effetti negativi sui programmi di lavoro e sulle prospettive occupazionali».