I sindacati chiedono a Enel un passo indietro e annunciano che la mobilitazione proseguirà fino a quando non arriveranno garanzie chiare su occupazione, diritti e continuità lavorativa

La Spezia – Si è svolto questa mattina, 9 gennaio, in piazzale Kennedy alla Spezia, davanti al punto Enel, il presidio promosso da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori di System House impegnati nell’appalto Enel.

In provincia della Spezia sono 72 gli addetti coinvolti. Anche se il territorio non è immediatamente interessato dagli esuberi annunciati in altre realtà, i sindacati parlano di un rischio concreto per il futuro. Al centro della vertenza c’è la scelta di Enel di mantenere la clausola sociale, ma superare il principio di territorialità, aprendo la strada a trasferimenti forzati che, di fatto, equivarrebbero a licenziamenti.

«La nostra protesta è rivolta contro Enel – ha spiegato Alessandro D’Ippolito, segretario regionale Uilcom Uil – perché nell’incontro al Ministero del 30 dicembre l’azienda ha comunicato l’intenzione di ignorare regole di mercato consolidate. Il contratto collettivo prevede che la clausola sociale mantenga la territorialità. Se questo non cambierà, dal 2026 rischiamo esuberi e persone costrette a licenziarsi».