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4 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:05

Trasferiti a centinaia di chilometri da casa, anche fuori regione, oppure licenziati. È questa la scelta di fronte alla quale si trovano 400 lavoratori del customer care del mondo Enel, che dà in appalto il servizio a diverse società. Il tentativo di trasferimento forzoso è stato denunciato dai sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e riguarda gli assunti da una delle società, Accenture Outsourcing, la più importante tra coloro che erogano il customer care per il colosso dell’energia che si è presentata in cordata con Datacontact. In un giro di cambio di appalti nel settore “back office e quality”, la società – che fa parte del gruppo del colosso della consulenza – sostituirà Smartpaper e ha prospettato l’esigenza di cambiare la sede di lavoro alle persone dedicate al servizio, attualmente impiegate tra Castelfranco Veneto e due paesi alle porte di Potenza, Tito e Sant’Angelo Le Fratte. Le società subentranti vorrebbero trasferire tutti tra Bari, Matera e Padova.

Nonostante, denunciano i sindacati, il mantenimento del luogo di lavoro all’interno del proprio territorio è un elemento cardine delle normative del contratto collettivo del comparto Telecomunicazioni. Ed era anche prevista anche una clausola di salvaguardia occupazionale nella gara bandita da Enel. Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil temono inoltre che se l’operazione messa in campo da Accenture-Datacontact dovesse andare a buon fine, anche altre società coinvolte nell’erogazione del servizio per Enel – come Sdc, Gruppo Distribuzione e Synt – possano seguirla nel prossimo futuro: “Se il principio fosse esteso alle prossime gare in scadenza sul front-end, potrebbe riguardare oltre 6mila addetti che da anni svolgono attività di assistenza alla clientela per le varie attività legate all’ex monopolista energetico”.