Secondo il sindacato Usb, “nazionalizzare è l'unica via” perché ci sono “18mila lavoratori a rischio”
Taranto – “Ennesima gara, ennesimo rinvio, ennesime incertezze. Il governo, attraverso il ministro Urso, ha mostrato ancora una volta di non avere strategia per risolvere la crisi ex Ilva e continua a navigare a vista. A questo punto, è necessario che intervenga direttamente la presidenza del Consiglio per dare risposte concrete, garanzie pubbliche e tempi certi ai lavoratori e ai territori”: così la sindaca di Genova, Silvia Salis, si è espressa ieri sera dopo il tavolo sull’ex Ilva a Roma nella sede del ministero delle Imprese.
Ancora: “Ci è stata illustrata una proposta solo sulla carta migliorativa rispetto a quella che 10 giorni fa aveva portato a far saltare il tavolo sindacale - ha aggiunto la sindaca - Ma nella realtà sarebbe una soluzione del tutto transitoria e non applicabile. Verrebbe confermato il blocco della zincatura a Cornigliano e si prevederebbe un sovraimpiego sulla banda stagnata. Senza sapere per quanto e con che tipo di investimenti e di garanzie da parte dello Stato. Genova ha bisogno di certezze e di garanzie, l’eventuale chiusura di Ilva a Cornigliano rappresenterebbe una bomba sociale per la nostra città. Aspettiamo le decisioni dei lavoratori, cui ribadiamo che non faremo mancare il nostro sostegno”.










