L’incontro al ministero per il futuro degli stabilimenti ex Ilva del Nord Italia e in particolare di Cornigliano e Novi, faticosamente conquistato dopo due giorni di proteste la scorsa settimana, si è concluso in pratica con un nulla di fatto. E il sindacato si prepara a ripartire con la mobilitazione da lunedì. Nell’incontro col ministro Uso è emerso che i piani del governo prevedono per Genova il mantenimento della produzione della banda stagnata, dove per altro Cornigliano è l’unico stabilimento italiano a fornire questo prodotto, ma a volumi ormai molto ridotti data la necessità di investimenti sugli impianti, ma è previsto anche un taglio della produzione dello zincato di 200 mila tonnellate all'anno.

Di conseguenza invece degli attuali 980 dipendenti attualmente impegnati nello stabilimento, dei quali circa 200 in cassa, ne verrebbero impiegai solo 585 e 70 verrebbero destinati alla formazione. In pratica la cassa integrazione salirebbe a 280 lavoratori.

All’uscita del vertice i sindacati hanno annunciato una nuova assemblea lunedì davanti allo stabilimento per decidere cosa fare, quasi scontata la scelta di tornare in strada. “Ennesima gara, ennesimo rinvio, ennesime incertezze- E’ il commento amareggiato della sindaca di Genova Silvia Salis _ Il governo, attraverso il ministro Adolfo Urso, ha mostrato ancora una volta di non avere alcuna strategia per risolvere la crisi ex Ilva e continua a navigare a vista. A questo punto, è necessario che intervenga direttamente la presidenza del Consiglio per dare risposte concrete, garanzie pubbliche e tempi certi ai lavoratori e ai territori”. “Oggi ci è stata illustrata una proposta solo sulla carta migliorativa rispetto a quella che dieci giorni fa aveva portato a far saltare il tavolo sindacale - prosegue la sindaca - Ma nella realtà sarebbe una soluzione del tutto transitoria e non applicabile. Verrebbe confermato il blocco della zincatura a Cornigliano e si prevederebbe un sovraimpiego sulla banda stagnata. Senza sapere per quanto e con che tipo di investimenti e di garanzie da parte dello Stato”.