Un’assemblea e poi di nuovo in città per far sentire la propria voce. Lo “schema” è pronto a scattare, con i dipendenti dell’ex Ilva di Cornigliano che valuteranno in assemblea le iniziative da mettere in campo dopo l’incontro della scorsa settimana al ministero delle Imprese. Certo che dopo la parole si passerà all’azione. In fabbrica più d’uno parla con amarezza delle proposte del ministro Urso. Il passo avanti rispetto alla metà di novembre, quando era stato annunciato lo stop all’invio dei coils agli stabilimenti del Nord (Genova, Novi Racconigi) e quindi la morte della fabbrica, è la salvezza della banda stagnata, che da anni vale intorno alle centomila tonnellate. Confermato invece il blocco della zincatura che verrebbe concentrato su Novi. Ipotesi ovviamente respinta dai sindacati e che ha suscitato anche la dura reazione della sindaca Silvia Salis. Il lavoro sulla banda stagnata vale infatti un decimo della produzione a regime dello stabilimento di Cornigliano, che quest’anno supererà appena le 300mila tonnellate, ma che solo dieci anni fa, sotto il cappello privato della famiglia Riva, era arrivato a un milione e trecentomila tonnellate. Circoscrivere il perimetro produttivo di Cornigliano al solo ciclo della latta significa confinare la siderurgia genovese ai margini di tutto. Che cosa può accadere? Il primo obiettivo, a cui stanno lavorando le istituzioni locali, è far arrivare a Cornigliano 200mila tonnellate di acciaio per la linea di zincatura. Questo significherebbe lavoro garantito per i prossimi mesi. Ma è chiaro che non si tratta della soluzione del problema. I sindacati insistono quindi sulla necessità di tenere aperto un tavolo negoziale, invitando il pubblico a sostenere il gruppo. Solo in questo modo si potrebbero convincere investitori privati a farsi avanti. «Quando si sente pronunciare il nome Ilva a Genova si pensa sempre al valore con cui i lavoratori si sono battuti, si pensa al loro orgoglio, alla loro dignità, al loro coraggio» scrive in un volantino la Società di mutuo soccorso Guido Rossa. E la sintesi non è solo storia.
Ex Ilva, gli operai alla città: “Salviamo Cornigliano”
Inaccettabile il piano del ministero che vuole cancellare gran parte della produzione, scattano le nuove iniziative di protesta














