Da Roma l’allarme di Landini. “L’ex Ilva rischia di saltare”. A Genova il ritorno in piazza. Comincia dalle strade di Cornigliano, il “dicembre caldo” dei lavoratori dell'ex Ilva di Genova. Dopo la fumata nera dell’incontro con il ministero della scorsa settimana, gli operai della fabbrica genovese si sono riuniti in assemblea nella prima mattinata di oggi e deciso di riprendere la lotta sospesa giovedì scorso con l'annuncio della convocazione a Roma, proclamando uno sciopero immediato e rioccupando l’accesso di via Cornigliano e la strada Guido Rossa. “Non ce ne andiamo di qui finché non avremo le risposte che servono per dare un futuro a questo stabilimento”.
In corteo con i mezzi pesanti, i lavoratori si sono mossi in circa 200, hanno lasciato lo stabilimento e sono fermi in presidio davanti alla stazione di Cornigliano.
Intanto il segretario della Cgil Maurizio Landini, ospite di Restart su Rai 3 lancia l’allarme. "L'ex Ilva rischia di saltare. Abbiamo chiesto un intervento pubblico".
“Noi non vogliamo chiudere, ci siamo schierati contro questo piano di chiusura del Ministro Urso”, si spiega dal fronte sindacale, con le parole di Stefano Bonazzi, segretario genovese della Fiom, mentre gli operai srotolano uno striscione che recita “Urso bugiardo patentato”.












