Dopo lo scambio di attacchi tra Israele e Iran, il presidente americano insiste che il negoziato con Teheran resta in piedi e che Netanyahu dovrà accettarne l’esito. Ma la nuova escalation mette alla prova la capacità di Washington di trasformare la propria influenza in controllo effettivo

La tregua tra Israele e Iran ha superato nelle ultime ore il test più duro dalla sua entrata in vigore ad aprile. Nella notte tra domenica e lunedì, l’esercito israeliano ha colpito obiettivi militari nell’Iran occidentale e centrale, compreso un impianto petrolchimico a Mahshahr, dopo che Teheran, nella serata di domenica, aveva lanciato una serie di missili contro il territorio israeliano. L’Iran ha presentato l’attacco come una risposta ai blitz israeliani in Libano, dove da qualche giorni è in corso una nuova offensiva e anche domenica erano stati colpiti obiettivi nell’area meridionale di Beirut: tutti target legati a Hezbollah, sostiene Israele, che rivendica il diritto di colpire l’organizzazione sciita legati ai Pasdaran come protezione dell’interesse nazionale.

Che il Libano fosse l’ago della bilancia della tregua in corso, che ovviamene coinvolge anche gli Stati Uniti, lo aveva spiegato già Orna Mizrahi, senior researcher dell’Institute for National Security Studies (Inss) di Tel Aviv; di come tutte le crisi mediorientali fossero indissolubilmente concatenante ne aveva parlato Giuseppe Dentice, responsabile dell’Osservatorio Mediterraneo (OsMed) dell’Istituto Studi Strategici San Pio V. Non stupisce dunque che le dinamiche in Libano vadano a toccare il fragilissimo equilibrio con Teheran, attorno a cui si cercando di costruire un quadro pragmatico per ricostruire l’equilibrio nella regione; tanto meno stupisce che, come conseguenza diretta dell’attacco iraniano, il COGAT (la divisione delle forze armate israeliane che regola gli accessi alla Striscia di Gaza) abbia annunciato domenica la chiusura dei valichi da e per Gaza fino a nuovo ordine, inclusi Rafah e Kerem Shalom, confermando come ogni escalation regionale si rifletta anche sul dossier palestinese.