La tregua dell’8 aprile è venuta meno dopo gli attacchi lanciati da Teheran su Israele domenica sera facendo scattare le sirene d’allarme in diverse aree del paese per la prima volta in sessanta giorni. L’accettazione del cessate il fuoco, hanno fatto sapere le Guardie della rivoluzione, riportano i media iraniani, era subordinata alla cessazione delle ostilità, ma – hanno aggiunto – Stati Uniti e Israele non hanno rispettato i loro impegni. Teheran si riferisce agli attacchi scagliati da Tel Aviv sul Libano: con l’attacco a Beirut Israele «ha oltrepassato tutte le linee rosse», ha affermato il comando militare iraniano domenica.

L’obiettivo per l’Iran, hanno fatto sapere, è la base aerea Ramat David con missili balistici, a circa venti chilometri dalla città di Haifa, nel nord di Israele. La base per i pasdaran è «la fonte delle aggressioni» lanciate contro il Libano meridionale e la periferia sud di Beirut.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sfidato l’appello del presidente Usa Donald Trump ad astenersi dalle rappresaglie e ha attaccato l’Iran, affermando di aver colpito obiettivi militari. Di certo, ha colpito un impianto petrolchimico nel sud-ovest del paese, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Fars. Trump è stato informato sull’escalation e, alla domanda di Fox News, ha risposto di non essere contento.