di
Paolo Condò
L'Italia baby batte anche la Grecia in dieci uomini: non sono solo le vittorie a convincere, ma il gioco, il coraggio e i talenti emersi. Il c.t. ad interim si è guadagnato una riflessione sul futuro dopo le elezioni in Figc
Questa doppia amichevole di giugno era una trappola di depressione e malinconia. In uno spietato parallelo con le ultime prove d’orchestra delle grandi nazionali dirette al Mondiale, gli azzurri eliminati dalla Bosnia — e quindi tristi, sfiatati e totalmente privi di stimoli — si sarebbero trascinati per il campo sospirando il 90’ e, con quello, le vacanze che tutti loro giurano lontanissime e a tv rigorosamente spenta.
L’idea di riservare queste due partite ai nostri giovani, e non parliamo di ragazzi scelti per caso ma dell’ossatura di un’Under 21 ricca di qualità individuali con alcune aggiunte mirate, si deve al commissario tecnico a interim Silvio Baldini, ed è stata un’iniziativa non solo coraggiosa ma intelligente.











