"Conteremo i voti uno dopo l'altro sino alla fine, potrebbero volerci giorni. Vale il conteggio ufficiale e non quello delle proiezioni. Riconosceremo ogni responso che arriverà dalle urne e speriamo che faccia lo stesso il mio avversario. Invitiamo tutti alla calma e chiediamo alla comunità internazionale di vigilare sulla regolarità delle procedure di scrutinio". Lo ha detto Keiko Fujimori, la candidata della destra, nel suo primo commento sui dati elettorali ancora parziali del ballottaggio.

A metà scrutinio la candidata di destra risulta avanti di 5,35% punti rispetto al suo rivale progressista. Ma si tratta di un dato parziale, che tiene conto solo dei primi verbali arrivati e esaminati. Al momento, con il 52% dei seggi scrutinati, Keiko Fujimori ha ottenuto il 52,67% dei voti, contro il 47,32% del candidato di sinistra Roberto Sánchez.

Secondo questi ultimi dati, malgrado lo scarto tra i due candidati sia minimo, la mappa elettorale descrive un Paese elettoralmente fortemente diverso. Il leader progressista Roberto Sanchez avrebbe vinto in quindici regioni, soprattutto nelle zone rurali, mentre il candidato della Fuerza Popular, Keiko Fujimori, avrebbe vinto in dieci, soprattutto nelle zone cittadine. In particolare, a Lima, dove risiede circa un terzo della popolazione del paese, Fujimori avrebbe raggiuto preliminarmente il 62,19% dei voti, rispetto al 37,81% di Sánchez. Di segno opposto il voto nelle Ande meridionali, dove Sánchez starebbe ottenendo vittorie clamorose in roccaforti come Puno, dove ottiene l'82,22%, e Cusco, con il 77,27%.