L’approvazione del Ddl Valditara sul consenso informato per i percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole ha scatenato le solite reazioni della sinistra. Un esempio: il commento dell’assessore comunale Marwa Mahmoud che liquida la legge come un oscurantista ’ritorno agli Anni ‘50’, dimostrando di non averne compreso il merito o di volerlo artatamente travisare…e la seconda ipotesi è la più probabile, in quanto l’assessore possiede tutti gli strumenti per informarsi e comprendere correttamente il contenuto del decreto.
Dopo la dura polemica tra Fratelli d’Italia e l’assessora Marwa Mahmoud, culminata con la volontà di querela da parte dell’esponente della giunta Massari dopo un volantinaggio ’contro’ da parte dei meloniani, anche il civico Giovanni Tarquini assieme a Matteo Marchesini attacca l’assessora. "La realtà è assolutamente lineare. Il provvedimento sancisce due principi di semplice buon senso: la gradualità dello sviluppo cognitivo dei bambini e il primato educativo della famiglia - incalzano gli esponenti di Lista Civica per Reggio e Associazione Reggio Civica –. Coloro che lo criticano, Mahmoud in testa, lamentano lo stop ai corsi di educazione affettiva e sessuale alle materne e alle elementari, quando il Ddl Valditara impone semplicemente rispetto e cautela nei confronti dei bambini. La battuta con cui l’assessore Mahmoud chiude il suo post è infelice e inadeguata e si abbatterà su di lei come un boomerang.














