Oliena.08 giugno 2026 alle 00:49

«Questo vino racconta la nostra storia, la nostra cultura, la nostra identità», esordisce Gianfranca Salis, del presidio turistico Galaveras. «Quindi, dà molto di più di una semplice serata di svago e divertimento». Un sabato sera da incorniciare, all’insegna del vino-simbolo. In alto i calici. Sorta di piccoli trofei dai molteplici significati. Raccontano un territorio, sventolano ospitalità e condivisione: la piazza si scalda. Ecco Nepentes. Un evento assai riuscito, a Oliena.

I vicoli del centro storico si sono animati. Le antiche case sono state prese d’assalto. D’altronde, il celebre vino raccontato da D’Annunzio esercita un richiamo irresistibile. Qui si scommette con forza sui prodotti del territorio. Sul turismo esperienziale. «Questa forma di turismo ci sta molto a cuore», afferma il sindaco Bastiano Congiu. «Anche alla luce dei numeri registrati da questa manifestazione, vogliamo cercare di coinvolgere i privati, i piccoli produttori, affinché si strutturino per far vivere questa esperienza in “campo”. I visitatori vogliono scoprire i segreti del nostro vino, vedere come viene lavorato, ancora oggi». Paola Spanu, sommelier, avvalora: «Abbiamo assaggiato e valutato i vini di alcuni piccoli produttori. Ebbene, la qualità è stata molto alta». Le caratteristiche di questo “rosso” decantato da Gabriele D’Annunzio? Fabrizio Piga, produttore, non ha dubbi: «Freschezza e delicatezza al palato. È un vino molto equilibrato. È un Cannonau in purezza».