Commercio. 30 maggio 2026 alle 00:23Produttore e ristoratori: vino unico che deve essere valorizzato tutto l’anno
Liberare la Vernaccia dall’etichetta di “vino della Sartiglia” e riportarla sulle tavole tutto l’anno. È una delle sfide che il territorio si trova davanti mentre Oristano rilancia il proprio legame con il mondo vitivinicolo attraverso l’adesione all’associazione Città del vino. E il paradosso è che, spesso, questo storico Doc sembra suscitare più interesse lontano da casa.
Il produttore
Ne è convinto Stefano Pippia, produttore di Baratili: «Il problema non è avere il prodotto, ma riuscire a valorizzarlo. Nel Cagliaritano e nel nord Sardegna ci sono attività che propongono e raccontano anche le nostre produzioni. Qui dobbiamo ancora lavorare molto sulla promozione». Secondo Pippia, che nei giorni scorsi ha partecipato a “Vite e vite”, la rassegna enologica ideata da Paola Placido che ha inaugurato “Giugno slow”, protagonista a La Maddalena fino al 7 giugno, il ruolo decisivo spetta soprattutto a chi opera nella ristorazione. «Chi è dietro il banco deve saper abbinare e far conoscere i prodotti locali». Da superare c’è soprattutto un luogo comune: quello che identifica la Vernaccia solo con le versioni più invecchiate e con il periodo della Sartiglia. «Quella giovane è molto versatile - sottolinea il produttore – Può accompagnare piatti semplici, la bottarga, gli aperitivi. Quella invecchiata invece si presta ad abbinamenti con formaggi saporiti e dolci». Una convinzione condivisa da diversi ristoratori oristanesi.







