Dai salotti buoni le piazze sotto le torri si è abbassato il sipario della due giorni dedicata alla "Regina Ribelle" Vernaccia. Di San Gimignano. Fra storia e cultura sociale vitivinicola. Testo e regia "Consorzio della Vernaccia San Gimignano" che dal ’72 continua il cammino del primo e secolare bianco vino Doc italiano. Festa nella festa nella quarta edizione della nuova denominazione "Regina Ribelle 2026 Wine Fest". Il biglietto da visita di 25 vetrine nelle piazze di degustazione dei produttori di varie tipologie di annata Vernaccia di San Gimignano. Fra un sorso e l’altro, in questo Wine Fest non sono mancate lezioni sul bianco vino e la relativa denominazione nell’aula magna della loggia del teatro. Ad una platea multilingue, con molti turisti. Perché Regina Ribelle? "Perchè unica, nobile, ribelle appunti, dalla parola latina, una sola che non si può replicare, assoluto, siamo gli unici". Lo dicono soddisfatti a sipario aperto il presidente del Consorzio Vernaccia Manrico Biagini, la sua vice dottoressa Lisanna Boschini (ai lati nella foto) con la coordinatrice della "macchina" della "Regina Ribelle" Sara Grazzini, il cuore e l’anima dietro le quinte della festa della Regina Ribelle e del Consorzio. Ricordano inoltre "La Vernaccia di San Gimignano non ha mai seguito le mode, è sempre uscita dagli schemi, ha sempre avuto il coraggio di evolvere, ha sempre cercato di difendere la propria identità, che è l’autenticità, il territorio, la propria identità vera, che nasce solo a San Gimignano, su queste terre, grazie ai nostri produttori. Questa è la ribellione e senza prepotenza ma con il coraggio di se stessi. La Vernaccia di San Gimignano è un vino che deve andare avanti, non si deve fermare a 750 anni".
Regina Ribelle. Successo per la Vernaccia
Dai salotti buoni le piazze sotto le torri si è abbassato il sipario della due giorni dedicata alla "Regina Ribelle"...










