Per la prima volta nella sua storia recente, l'Italia riesce a fare meglio della media europea nella lotta alla dispersione scolastica. Il dato emerge dal report Eurostat 2025 sugli Early Leavers from Education and Training (Elet), pubblicato il 4 giugno, che fotografa una svolta destinata a lasciare il segno nelle politiche educative nazionali. La quota di giovani tra 18 e 24 anni che possiedono al massimo il titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione e non frequentano alcun percorso di studio o formazione si attesta all'8,2%, un valore inferiore alla media dell'Unione Europea, ferma al 9,1%. Si tratta di un risultato che assume un peso particolare non soltanto per il valore statistico, ma perché sancisce il superamento di una fragilità storica del sistema scolastico italiano.

Il confronto Per anni il nostro Paese è stato indicato tra quelli con i più elevati livelli di abbandono precoce degli studi. Oggi lo scenario appare profondamente mutato. L'Italia non solo scende sotto la soglia europea, ma raggiunge con ben cinque anni di anticipo l'obiettivo fissato dall'Unione per il 2030, che prevedeva proprio un tasso inferiore al 9%. Ancora più significativo è il confronto con alcuni dei principali partner europei. La Germania registra infatti una dispersione scolastica del 13,1%, la Spagna del 12,8%, mentre la Finlandia, spesso considerata un modello educativo internazionale, si attesta al 9,9%, dunque sopra il dato italiano. In altre parole, il sistema scolastico nazionale riesce oggi a collocarsi in una posizione più favorevole rispetto a realtà che per anni hanno rappresentato punti di riferimento nel panorama educativo europeo. Maturità 2026, online i nomi dei commissari esterni: le commissioni sono 13.989. Cosa cambia per l'esameDietro il dato Eurostat si intravede un cambiamento più profondo che riguarda la capacità delle scuole di trattenere gli studenti nei percorsi formativi, accompagnandoli verso il diploma e verso una qualificazione spendibile nel mercato del lavoro. Non a caso il recente Joint Employment Report della Commissione Europea, elaborato proprio sulla base dei dati Eurostat, individua tra le buone pratiche europee il programma Agenda Sud, riconoscendone il contributo nella riduzione delle disuguaglianze educative e nel contrasto all'abbandono scolastico. La Campania Se il dato nazionale racconta una svolta, la Campania rappresenta una delle regioni che maggiormente hanno contribuito a questo risultato. Lo studio realizzato a maggio da Invalsi, su richiesta del ministero dell'Istruzione e del Merito, evidenzia infatti una riduzione costante della dispersione scolastica tra il 2023 e il 2025 e quantifica in circa 30 mila studenti recuperati il risultato ottenuto sul territorio regionale. A trainare il recupero è soprattutto l'area metropolitana di Napoli. Qui il calo della dispersione assume dimensioni particolarmente rilevanti. Nel capoluogo il tasso passa dall'11,6% del 2023 al 9,9% del 2025.Tradotto in termini concreti significa che quasi duemila ragazzi, precisamente 1.955 studenti, sono rimasti nel sistema formativo anziché abbandonarlo. La stessa tendenza emerge in numerosi comuni dell'hinterland. A Casoria il miglioramento equivale a 448 studenti recuperati, a Giugliano a 432, ad Afragola a 417, mentre Marano di Napoli registra 378 ragazzi in più rimasti a scuola. A Pozzuoli il recupero riguarda 347 studenti, ad Acerra 352, mentre a Caivano, territorio simbolo delle politiche di contrasto al disagio giovanile, il passaggio dal 15,5% al 12,2% di dispersione corrisponde a quasi 300 studenti recuperati.Anche Pomigliano d'Arco, Melito, Torre Annunziata, Portici, San Giorgio a Cremano, Nola e Frattamaggiore mostrano miglioramenti costanti. La somma dei dati dei principali comuni porta a un risultato impressionante: 12.184 studenti recuperati nell'area napoletana tra il 2023 e il 2025. Significa che oltre il 40% dell'intero recupero registrato in Campania proviene dal solo bacino metropolitano partenopeo. Numeri che raccontano l'efficacia di una strategia basata su più tempo scuola, tutoraggio individuale, laboratori, orientamento e rafforzamento della presenza educativa nei quartieri più fragili. Maturità 2026: materie, orale, commissione e crediti. Tutto sulle nuove regole dell’esameA sottolineare la portata del risultato è stato il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: «Per la prima volta la dispersione scolastica scende sotto la media europea. Dal 2023 al 2025 abbiamo restituito prospettive e opportunità a mezzo milione di giovani. È un traguardo straordinario che coinvolge anche Regioni come Calabria, Puglia e Campania che oggi, per la prima volta, registrano risultati migliori rispetto a quelli di grandi Paesi europei come la Germania. Le misure che abbiamo introdotto, da Agenda Sud al decreto Caivano, insieme alla personalizzazione dei percorsi educativi grazie al docente tutor, stanno contribuendo in maniera significativa a contrastare la dispersione scolastica e a garantire l'effettività del diritto allo studio».