HomeEsteriUcraina, l’Europa si muove. I volenterosi si incontrano a Londra. Zelensky: negoziati e fronte congelatoA rappresentare il Vecchio Continente potrebbero essere Parigi, Londra e Berlino. L’obiettivo: evitare che decidano Trump e Putin. Ieri droni russi su ChernobylIl ministro degli Interni Matteo Piantedosi, la premier Giorgia Meloni e il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, durante l'esibizione dei paracadutisti alla cerimonia che si svolge per la prima volta a Reggio Calabria, nell'arena sul lungomare, Reggio CalabriaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 7 giugno 2026 – L’Europa prova a ritagliarsi uno spazio nel negoziato sulla guerra in Ucraina sfruttando una finestra diplomatica che si aprirà nelle prossime settimane. Il primo tassello è stato il vertice andato in scena a Londra, dove il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Oggi il leader ucraino sarà ricevuto anche da re Carlo III, un ulteriore segnale del sostegno britannico a Kiev. “L’Europa deve partecipare ai negoziati e deve essere forte”, ha scritto Zelensky annunciando il suo arrivo nel Regno Unito. L’obiettivo è quello di congelare le linee del fronte, concordare un cessate il fuoco e avviare presto dei negoziati ai quali l’Europa dovrà partecipare. Con un’idea che potrebbe farsi spazio nelle prossime settimane: che a rappresentare il vecchio continente sia proprio lo stesso formato E3 riunito a Downing Street con Zelensky. E il vertice di Londra tra Volodymyr Zelensky, Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz potrebbe segnare un parziale punto di svolta nel conflitto in Ucraina. Mai come in questo momento il leader di Kiev si è detto pronto a sedersi al tavolo con Vladimir Putin, forte di una posizione che, dal punto di vista militare, non lo vede più un semplice bersaglio del Cremlino. Un messaggio che fotografa bene la strategia dei principali alleati europei dell’Ucraina: evitare che il futuro del conflitto venga deciso esclusivamente da Washington e Mosca.