Prima il vertice di Londra, poi la riunione allargata il 14 luglio a Parigi. In mezzo il G7, il Consiglio europeo, il vertice della Nato di Ankara. In questi cinque appuntamenti è destinata a svilupparsi la strategia negoziale dell'Europa in Ucraina. Nelle ultime settimane la prospettiva dei big del Vecchio continente è sensibilmente cambiata. Alla necessaria pressione su Mosca si è aggiunta la preparazione per un possibile negoziato che coinvolga Russia e Ucraina. E sul quale l'Europa vuole dire la sua. A Londra attorno al tavolo ci saranno il primo ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E' questo sarà il formato che rappresenterà il cuore dell'azione dei Volenterosi, in stretto coordinamento con Kiev.

Il vertice di domenica arriva in un momento delicato e caotico sul terreno. L'Ucraina, nelle scorse ore, è tornata ad attaccare San Pietroburgo. Ottantasei droni sono stati lanciati contro la città dopo i raid durante il Forum economico a cui ha partecipato Vladimir Putin. L'attacco ha causato 4 feriti lievi ma, soprattutto, ha dato una volta di più prova della pericolosità militare dell'Ucraina. Per la prima volta gli abitanti di San Pietroburgo hanno dovuto fare i conti con l'ordine di non uscire di casa. "Stanotte, i nostri droni hanno percorso una distanza di circa 1.000 chilometri fino alla regione di San Pietroburgo, agli arsenali della Marina nemica e a una base a Kronstadt. È ora di porre fine a questa guerra. Ma il leader della Russia vuole continuare a combattere. È per questo che le sanzioni ucraine contro questa aggressione stanno funzionando", ha scritto Zelensky su X.