L’Europa dei cosiddetti volenterosi trova uno spiraglio di negoziato sulla guerra in Ucraina grazie al vertice di Londra, col presidente Zelensky che ha incontrato il premier britannico Starmer insieme al presidente francese Macron e al cancelliere tedesco Merz: un vertice dalla particolare e importante valenza politico-diplomatica.

Dopo aver registrato il fallimento della proposta d’incontro avanzata da Zelensky con una missiva a Putin – e quindi tra i leader ella guerra ancora in corso e che sta devastando l’Ucraina –, i margini di negoziazione si erano ridotti sensibilmente. Il tentativo negoziale intrapreso a Londra avrà invece un seguito nella riunione allargata già calendarizzata il 14 luglio (presa della Bastiglia e festa nazionale francese) a Parigi. Nel bel mezzo di questi incontri si inserisce anche il G7, seguirà il Consiglio europeo e il vertice dei Paesi della Nato di Ankara; in definitiva, dunque, si tratta di cinque appuntamenti che, in linea di principio, avranno tutti (o quasi) un riflesso – a varie intensità – sulla strategia negoziale che seguirà l'Unione Europea in Ucraina.

Al centro della querelle s’intravede già la volontà d’allestire un tavolo negoziale che contempli il diretto coinvolgimento di Mosca e Kiev e, conseguenzialmente, su questo tavolo vorrà inserirsi la Ue, provando a definire la propria posizione senza subire le pressioni trumpiane o putiniane.