Domenica, a Londra, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato i leader di Regno Unito, Francia e Germania – il premier Sir Keir Starmer, il presidente Emmanuel Macron e il cancelliere Friedrich Merz – per definire le condizioni di una pace giusta e duratura in Europa.

La loro dichiarazione congiunta poggia su cinque pilastri. In primo luogo, un cessate il fuoco immediato e complessivo; Mosca è esplicitamente sollecitata ad accettare una piena cessazione delle ostilità. In secondo luogo, l’attuale linea di contatto costituirebbe il punto di partenza per i negoziati, non il loro esito predeterminato: leader sottolineano che i confini internazionali non possono essere modificati con la forza e che il diritto sovrano dell’Ucraina di scegliere i propri meccanismi di sicurezza e le proprie alleanze deve essere pienamente rispettato. In terzo luogo, una volta entrato in vigore il cessate il fuoco, l’Ucraina dovrà ricevere garanzie di sicurezza solide e giuridicamente vincolanti, basate sugli impegni assunti a Berlino a dicembre e a Parigi a gennaio; ciò comprende il dispiegamento di forze multinazionali sul territorio ucraino. In quarto luogo, i beni russi resteranno congelati finché la Russia non avrà posto fine alla sua guerra di aggressione e non avrà risarcito l’Ucraina per i danni arrecati. In quinto luogo, qualsiasi accordo dovrà tutelare gli interessi europei in materia di sicurezza: gli elementi che coinvolgono l’Unione europea o la Nato richiederanno il consenso formale rispettivamente dell’Unione e dei suoi Stati membri, e degli Alleati. I leader hanno accolto esplicitamente l’appello di Zelensky a porre fine alla guerra attraverso negoziati diplomatici, formulato nella sua lettera del 4 giugno al leader russo Vladimir Putin. Hanno avallato colloqui diretti tra Ucraina e Russia, con la partecipazione attiva di Stati Uniti ed Europa, volti innanzitutto a garantire un cessate il fuoco, e successivamente a facilitare negoziati più ampi.