Roma, 7 giu. (askanews) – Si è chiusa ieri l’VIII edizione del MARFFEST – Festival di Filosofia di Marigliano, trasformando per due fine settimana la città in un laboratorio vivente di pensiero e relazione. La cerimonia di chiusura si è tenuta nel Palazzo Ducale di Marigliano, uno scrigno storico che rischia paradossalmente di chiudere e finire nell’abbandono: nessun investimento, né comunale né regionale, sembra al momento in grado di restituirlo alla comunità come bene comune votato alla cultura. E proprio qui, tra affreschi che sbiadiscono e sale che attendono ancora un destino, la parola chiave “CONvivenze” ha trovato la sua cifra più intensa e drammatica, trasformando la riflessione teorica in pratica quotidiana di legame umano, quasi a supplire con la forza delle idee all’assenza di quelle in pietra.

Ogni giornata si è articolata in due sezioni complementari. “Le idee…” hanno visto lectio magistralis e dialoghi pubblici con relatori di caratura nazionale, dove il pubblico non ha solo ascoltato ma è stato chiamato a intervenire e discutere. “Le esperienze…” hanno tradotto il pensiero in azione: laboratori per bambini, adolescenti e adulti, passeggiate filosofiche, caffè dialoganti, concerti, performance artistiche e una cena conviviale. Perché la filosofia, è stato il filo rosso, non si ascolta soltanto: si fa camminando, mangiando, danzando e condividendo.