Ci sono automobili che vanno ben oltre il semplice ruolo di mezzo di trasporto. Alcune diventano simboli di un’epoca, altre rappresentano un sogno da custodire per tutta la vita. Poi esistono storie come quella di Ryota Iwasaki e della sua Lancia Thema 8.32, capaci di raccontare come una passione automobilistica possa trasformarsi in una vera eredità familiare.

La vicenda arriva dal Giappone ma ha un cuore profondamente italiano. Al centro c’è una delle berline più iconiche mai prodotte dalla Casa torinese: la Lancia Thema 8.32, un modello entrato nella leggenda grazie alla presenza sotto il cofano di un V8 derivato dalla Ferrari 308. Una vettura esclusiva, raffinata e ancora oggi amatissima dagli appassionati di youngtimer e auto storiche.

Una passione per la Lancia nata fin dall’infanzia

L’amore di Ryota per la Thema nasce quando è ancora un bambino. Durante gli anni delle scuole elementari vede per la prima volta una Lancia Thema 8.32 acquistata dal padre attraverso un’asta online. È un incontro destinato a lasciare il segno.

Fin da piccolo il giovane giapponese dimostra una conoscenza delle automobili fuori dal comune, ma la sua vera fonte di ispirazione è proprio il padre. Designer industriale di professione, trascorre gran parte del tempo libero nel garage di casa restaurando vetture e approfondendo ogni aspetto della meccanica.