È capitato e sta capitando ancora. Ora si scappa da Elly Schlein, perché come dice Pina Picierno: "La casa dei riformisti non c'è più". È stato un lento esodo, magari passando per Italia Viva come Enrico Borghi, Marianna Madia e Andrea Marcucci o per Azione come Elisabetta Gualmini

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Liberi e uguali. Liberi di andare, tornare e scomparire. Uguali a se stessi, se solo avessero saputo chi sono veramente. Una diaspora, una delle tante che ha sfarfallato gli eredi del Pci, ribadendo peraltro il dna storico dei partiti comunisti e socialisti: la scissione è l'unica cosa che conta. È scritto nelle parole e nel simbolo delle origini, quella vocazione a sciogliersi sotto il sole dell'avvenire. È capitato e sta capitando ancora. Ora si scappa da Elly Schlein, perché come dice Pina Picierno: "La casa dei riformisti non c'è più". È stato un lento esodo, magari passando per Italia Viva come Enrico Borghi, Marianna Madia e Andrea Marcucci o per Azione come Elisabetta Gualmini. Ci sono poi quelli che resistono ma con un piede sulla porta come Delrio, Guerini, Gori, Quartapalle, Zampa, Malpezzi. Non è mai facile lasciare, sperando che la segretaria venuta dalle Sardine conceda ai "rottamandi" un posto nelle prossime liste elettorali. La tentazione resta una scialuppa di salvataggio, dove andare in esilio in attesa di tempi migliori. Qualcosa che galleggi al centro e permetta ai profughi di sopravvivere. Solo che se vanno via da destra sono "infami", se succede a sinistra sono "resistenti". Ecco allora la storia di Leu? Liberi e uguali, appunto. C'è Renzi che vuole cacciare i vecchi, rottamarli. Basta D'Alema, basta Bersani. Tutti criticano il job act e il referendum costituzionale. La realtà è che stanno perdendo poltrone e allora prima, nel febbraio 2017, nasce Articolo 1, il Movimento democratico e riformista. Lo guida Roberto Speranza, con la benedizione dei grandi vecchi.