La capogruppo Malpezzi denuncia lo "stillicidio" contro i riformisti. Da Fassino a De Micheli, chi rischia

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A 48 ore dall'uscita di Pina Picierno dal Partito Democratico, al Nazareno il malessere continua a crescere. La risposta molto distaccata e definitiva della segretaria Elly Schlein - «noi continueremo a lavorare per un Pd plurale senza rinunciare al mandato chiaro che abbiamo avuto per una linea progressista» - ha ancora di più divaricato le posizioni. Perché del Pd «plurale» non c'è traccia. I mal di pancia investono l'area riformista che lamenta un eccessiva personalizzazione della segretaria, oltre a una linea politica assai di sinistra. I parlamentari non allineati alla direttrice tracciata dalla segretaria sembrano delle anime perse senza una bussola. Perché il Pd a loro avviso ha cambiato pelle. Non si è nascosta la senatrice Simona Malpezzi, punto di riferimento a Milano dell'area più moderata democrat, che è sbottata dalle colonne di Repubblica: «Non si può continuare a restare zitti davanti a questo stillicidio: bisogna chiedersi perché non sono rimasti dentro». Evidente che Picierno non sarà dunque l'ultima a sbattere la porta in faccia. Non è ancora chiaro dove Picierno approderà. Di certo aderirà al Partito Democratico europeo, cherisiede nel gruppo di Renew. È vero, ha un rapporto personale con Carlo Calenda con cui condivide la stessa idea di politica estera. «Augurerei che venisse da noi, anche perché la statura e la prelazione di Pina è di altissimo livello» tende la mano Osvaldo Napoli membro della segreteria politica di Azione. Di uscite ce ne potrebbero essere altre nelle prossime settimane. Tanto dipenderà dalla composizione delle liste elettorali. L'attuale stato di agitazione potrebbe spingere altri a lasciare la casa del Nazareno. Anche perché l'idea di Schlein è di disegnare i futuri gruppi parlamentari a suo immagine e somiglianza. Tingendoli più di sinistra e meno di moderatismo. Che questo sia il disegno è stato notato giovedì sera alla Feltrinelli di Largo di Torre Argentina alla presentazione del libro di Mimmo Carrieri, Augusto Megale e Cesare Damiano, ex ministro del secondo governo Prodi. Presenti in prima fila Roberto Speranza, Anna Rossomando, e soprattutto Elly Schlein e Maurizio Landini. L'immagine più rappresentativa della serata è stata quando Damiano ha scolpito queste parole: «Cara Elly, molti lamentano che tu avresti spostato troppo a sinistra il partito. Brava, non aspettavo altro». Ed «Elly» ad annuire tutta compiaciuta. Insomma, il dado è tratto. Al Senato sono in tanti