Dopo mesi di distanze con la leadership del partito, Pina Picierno ha deciso di lasciare il Pd. E la decisione della vicepresidente del Parlamento europeo, che è entrata in Renew Europe, aderendo al Partito democratico europeo guidato da Sandro Gozi, è stata commentata - non senza rammarico - dalla segretaria dem Elly Schlein. "Dico che sono molto dispiaciuta e lo sono sempre quando qualcuno decide di lasciare", ha esordito, per poi assicurare: "Noi continueremo a lavorare per un Pd plurale, inclusivo, e naturalmente senza rinunciare al mandato chiaro che abbiamo avuto per una linea chiara e progressista, però sempre con cura e attenzione al suo pluralismo che è un valore". Parole, quelle di Schlein, che suonano come una risposta alle ragioni della diserzione di Picierno, che al Foglio aveva motivato la propria scelta con ragioni di ideali: "Abbiamo provato a unire le migliori tradizioni democratiche del paese, a conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale, ad avvicinare e tenere insieme le aspirazioni socialiste e liberali. Questo era e sarebbe dovuto essere il Pd. Ma ha subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto". Tuttavia, la motivazione principale della decisione di Picierno - su cui Schlein non ha risposto - sarebbe la posizione del Pd sulla guerra in Ucraina: “L’aggressione russa contro l’Ucraina non riguarda soltanto il destino di un Paese aggredito. Riguarda la tenuta dell’ordine europeo, la sicurezza delle democrazie, la capacità dell’Europa di assumere responsabilità che per troppo tempo ha delegato ad altri. In quelle settimane ho avuto la sensazione che una parte della politica italiana continuasse a osservare il presente con categorie ereditate da una stagione ormai conclusa”. Pur condividendo la condanna dell'aggressione russa, Renew Europe sostiene infatti una linea più favorevole al rafforzamento della difesa europea e agli aiuti militari a Kiev, mentre il Pd guidato da Schlein ha assunto posizioni più caute verso i piani di riarmo europeo, privilegiando piuttosto il tema della difesa comune rispetto all'aumento delle spese militari nazionali.Una lettura dell'odierno Partito democratico che Schlein ha detto di non condividere. "Continuerà ad essere plurale ed inclusivo, avere cura delle sue diverse culture politiche, sensibilità e esprimere una linea chiara sui fondamentali costituzionali che dobbiamo attuare fino in fondo", ha assicurato. Picierno, però, non è l'unica ad aver deciso di voltare le spalle alla segretaria. Anche l'ex ministra Marianna Madia a inizio maggio aveva deciso di sfilarsi dalla formazione. Intanto, i colleghi dell'opposizione non hanno risparmiato i commenti. "Pina Picierno ha avuto il coraggio di lasciare il Pd per non rinunciare ai propri valori. In questo momento della storia l’europeismo non può essere un tratto retorico così come la politica estera - Ucraina in primis - non può essere oggetto di negoziati con i populisti filorussi. Spero che potremo lavorare insieme per costruire un’alternativa europeista, liberale e riformatrice al bipopulismo", ha scritto su X il leader di Azione Carlo Calenda, mentre il deputato dem e presidente del Copasir Lorenzo Guerini ha condiviso il rammarico della leader del Pd. "Mi spiace molto che Pina Picierno abbia deciso di lasciare il Pd. Abbiamo fatto tante battaglie insieme e ne ho sempre apprezzato determinazione e coraggio. Anche quando, come in questo passaggio, avevamo una visione diversa. Le auguro davvero il meglio. Spero che la sua uscita sia valutata con attenzione e con rispetto. Il valore del pluralismo del Pd credo sia uno delle sue fondamenta, se si impoverisce ne risente in negativo tutto il partito", ha detto.