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Domenica in Perù si vota per il ballottaggio delle elezioni presidenziali: i due candidati sono Keiko Fujimori, del partito di destra Forza Popolare, alla sua quarta candidatura e figlia dell’ex dittatore Alberto Fujimori, e Roberto Sánchez, del partito di sinistra Insieme per il Perù. Da anni in Perù c’è enorme instabilità politica: chi vince sarà la decima o il decimo presidente del paese in dieci anni, e dovrà gestire la diffusa sfiducia nelle istituzioni e la crescente preoccupazione per l’insicurezza e le violenze della criminalità organizzata. Nei sondaggi Sánchez e Fujimori sono vicini, ma in molti dicono di non avere ancora deciso per chi votare.

Il primo turno il 12 aprile aveva prodotto un risultato molto frammentato: c’erano 35 candidati, Fujimori era stata quella più votata con il 17,2 per cento, Sánchez il secondo con il 12 per cento. Per sapere chi sarebbe stato il secondo candidato al ballottaggio è servito un mese, e i molti ritardi nel conteggio hanno portato alle dimissioni del capo dell’ufficio elettorale nazionale. Il risultato era stato contestato dal partito di destra Rinnovamento Popolare, il cui candidato Rafael López-Aliaga è arrivato poco dietro a Sánchez, con l’11,9 per cento e solo 22mila voti in meno. Dopo il respingimento dei suoi ricorsi, il partito ha deciso di sostenere Fujimori.