A diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria. In questo clima di forte esposizione mediatica, dopo Marco Poggi, rompe il silenzio Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della giovane. In una lunga intervista rilasciata alla Repubblica, la donna racconta di aver vissuto l’ultimo anno “con trepidazione”, guardando con fiducia agli sviluppi della nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio. “Sono elementi forti. Sì, a questo punto certo che ci credo”, afferma riferendosi ai nuovi indizi emersi. “Spero fin dal 2007. Non potevo accettare quello che stava succedendo ad Alberto”.

“Se avessi avuto il minimo dubbio, lo avrei portato dai carabinieri”

Nel colloquio con la Repubblica, Ligabò ribadisce con forza la convinzione dell’innocenza del figlio: “Se solo avessimo avuto, sia io sia mio marito, il minimo sospetto che fosse stato lui, io personalmente lo avrei preso e portato dai carabinieri”. Una posizione che – spiega - non è mai cambiata, nonostante la condanna definitiva arrivata nel 2015 dopo un lungo e complesso iter giudiziario. La madre di Stasi ammette che, dopo la sentenza, la sua fiducia nella giustizia abbia “traballato”, ma aggiunge di vedere con favore il lavoro svolto dagli investigatori impegnati nella nuova indagine.