Garlasco. «Siamo già andati sulla tomba di mio marito Nicola, la prima volta che mio figlio ha avuto permesso di muoversi. Quando Alberto sarà libero andremo al cimitero da Chiara». Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, in un’intervista a Repubblica si dice «fiduciosa» nella revisione del processo per il figlio, dopo la nuova inchiesta della procura di Pavia sul delitto di Garlasco che vede indagato Andrea Sempio, commesso di 38 anni e amico del fratello della vittima. Ligabò, rimasta in silenzio per molti anni e anche in questo ultimo anno e mezzo di indagine, parla ora di «elementi forti. Sì, a questo punto, certo che ci credo. Spero fin dal 2007 – aggiunge –. Non potevo accettare quello che stava succedendo ad Alberto. L’ho sempre detto: se solo avessimo avuto, sia io sia mio marito, il minimo sospetto che fosse stato lui, io personalmente lo avrei preso e portato dai carabinieri. Certo, dopo la condanna del 2014 la fiducia nella giustizia è venuta a traballare. Ma questa Procura, insieme ai carabinieri di Milano, ha lavorato in modo eccellente». Il ricordo di Chiara La mamma di Stasi ricorda Chiara Poggi, uccisa la mattina del 13 agosto 2007 nella sua casa di via Pascoli a Garlasco. «Veniva a casa nostra, anche se non spessissimo. E poi in quella al mare, quando andavano insieme. Erano due ragazzi stupendi. Mi rimane il suo sorriso: sorrideva sempre. Ricordo l’ultima volta che venne a bussare, nel luglio 2007, quando Alberto era già partito per Londra e Chiara venne a prendere dei vestiti da portar su. Aveva una gonnellina rossa e una maglietta bianca. Sorridente, felice di andare a trovare Alberto. Comunque, Chiara è sempre nei miei pensieri e nelle mie preghiere. E so che lei da lassù ci sta proteggendo». Quanto al fatto che il vero assassino possa essere in libertà da 19 anni, la madre di Stasi afferma: «Mi auguro che lo abbia vissuto male, e io non sono abituata ad augurare il male a nessuno. Ma mi auguro non li abbia passati bene, se ha una coscienza. Speranza che parli? Non so. E per il resto non saprei cosa dirgli». La prima indagine Era stata proprio la madre di Alberto Stasi a presentare l’esposto che nel 2016 fece iscrivere sul registro degli indagati Andrea Sempio, archiviato una prima volta e ora ancora sotto accusa per il delitto. «Ho vissuto quest’ultimo anno con trepidazione, in attesa di riuscire a venire fuori da questa storia. E con fiducia in questi nuovi inquirenti e investigatori – spiega –. Ho sempre avuto persone vicino a darmi conforto nei momenti difficili. Ho trovato molta solidarietà nelle piccole cose di tutti i giorni, quando esco in paese per le mie commissioni. Incontro persone che mi fermano e mi dicono: la posso abbracciare? Tre giorni fa, sono andata in Comune per il rinnovo della carta d’identità, una persona mai vista mi ha guardato e poi mi ha detto: forza, vedrà che questa volta ce la facciamo. Sono cose che aiutano ad andare avanti». Sul rapporto con il figlio: «Forse è stato lui a dare più forza a me, anche se non poteva essere fisicamente presente. Abbiamo affrontato insieme questo percorso e oggi poterci vedere e frequentare di più significa moltissimo. Alberto è rimasto la stessa persona di sempre, anche se la vita ci ha messi a dura prova».
Delitto di Garlasco, la madre di Stasi: «Una volta libero andrò con lui sulla tomba di Chiara»
Elisabetta Ligabò parla della nuova indagine: «Fiduciosa nella revisione»










